Un pomeriggio in paradiso

Pubblicato il 15 marzo 2013 da admin

A dirlo mi vergogno, ma non si può raccontare l’episodio senza partire dall’ammissione di un’ignominiosa verità.
Prima di ieri, non l’avevo mai fatto in vita mia.
Non ero mai stata dall’estetista. Mai. Neanche da ragazza. Neanche da grande. E neanche da quasi-vecchietta, quale sono.
Voi sì? Beate voi.
Perché, ora che ci sono stata, e che per due ore ho lasciato fuori tutto il mondo sdraiandomi sopra un lettino caldo, facendomi avvolgere da panni altrettanto caldi e pulire e massaggiare viso, collo e decoltè, posso dire di sapere che natura, sapore e odore ha la beatitudine.
La beatitudine, tanto per cominciare, profuma di latte di capra. E’ la prima sostanza che quella donna magnifica ha cosparso sopra la mia pelle. La beatitudine, per continuare, ha la consistenza del sale marino mescolato alle alghe. Che colei ha usato per trasformarmi il viso in un panno di velluto (non a coste). La beatitudine, per proseguire, ha la dolcezza della pera matura, che sempre lei ha massaggiato a fondo affinché la mia epidermide se ne nutrisse fino all’ultimo cucchiaio. La beatitudine, per non farsi mancare niente, ha l’odorino amaro dell’alloro, che sana, lenisce, decongestiona e consola da tutti i mali di quarantasei anni di vita. La beatitudine, infine, ha la morbidezza del burro d’asina, da lasciarsi addosso anche per uscire dal beauty shop e ripresentarsi al mondo con una pelle e un viso nuovi, mai visti, mai accarezzati.

“Ehm, scusate ragazze, non notate niente di strano sul mio volto?” ho chiesto stamani alla fine di un’ora di Promessi Sposi.
E loro (fantastiche) hanno risposto con una celebre frase di Samantha Jones.
Non quella sui pompini, quella sul botox.

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