Un napoletano a Firenze

Pubblicato il 5 aprile 2009 da admin

Lui aveva un blog.

Lo aveva aperto per scriverci di Napoli, dopo che da Napoli era scappato via per fare il giornalista.

Ma Napoli gli era rimasta appiccicata addosso, come restano appiccicate addosso solo certe città.

Ora il blog non ce l’ha più, ma ha un libro, e ieri sera l’ha presentato agli amici, ai colleghi della redazione fiorentina del Corriere della Sera e agli avventori della libreria-caffè “Meykadeh” di via dei Pepi.

Doveva essere una presentazione seria, invece i colleghi gli hanno imbastito una serie di scherzetti. Tipo far cominciare la serata con le note di “Montagne verdi” di Marcella Bella.

L’accordo era bombardarlo di domande assurde e prive di senso compiuto, attingendo da un vocabolario pomposo e altisonante.

Solo io non ce l’ho fatta.

Antonio Montanaro era così emozionato, timido e agitato, che io non ce l’ho fatta.

Trascorrere le giornate tra i palazzoni di un quartiere di periferia aiuta a vedere ciò che si vede. Non quello che la mente è stata abituata a vedere. Ci sono pochi spazi per l’immaginazione quando vivi in posti così. La vita è esattamente quella che passa sotto il naso, con il suo carico di violenze, privazioni, grigiore, fetore. E ci sei dentro, anche se sei convinto del contrario. Di non essere come loro, i camorristi, le puttane,gli scippatori, i disoccupati veri. Quelli di mestiere.

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