Chiedo aiuto

Pubblicato il 28 aprile 2013 da admin

Quando, qualche annetto fa, quella grandissima cagata di facebook entrò nelle (vostre) case, io annusai subito puzzo d’inculata.
Perdonate la duplice volgarità d’esordio, l’argomento mi rende un po’ nervosa.
Dicevo, sentii subito che non mi piaceva. E infatti né mi creai un account, né m’interessai mai dei suoi successi planetari. Semmai me ne preoccupai, ma questo è un altro discorso.
Avevo il mio blogghino e lì restai ancorata, easattamente come adesso, andando contro a tutti coloro che gridavano alla perdita della grande occasione: la visibilità, il passaparola, gli echi, i contatti.
Quando, qualche mese fa, mio fratello mi segnalò l’esistenza, proprio su facebook, di un’Antonella Landi che non ero io ma che potevo sembrarlo, visto che vi si esponevano le mie fotografie e le copertine dei miei libri, tesi a minimizzare, limitandomi a dare della poveraccia a colei che si stava divertendo con così poco.
Ora però, sinceramente, mi sono rotta le palle (chiedo scusa, sono sempre più nervosa).
Prima di tutto perché la poveraccia che ha rubato la mia identità e va spacciandosi per me dichiara quotidianamente il falso, parlando di conferenze a cui partecipa e di libri che presenta in pubblici incontri. Poi perché ha dato l’amicizia ad alcuni miei studenti e proprio a loro va dicendo di essere lesbica (e quindi, per un’inedita quanto inquietante proprietà transitiva, che lo sono anch’io). Poi anche perché scrive di merda (va be’, merda ormai come parolaccia è sdoganata, quindi non mi scuso) e fa ridicoli errori ortografico-grammaticali, salvo poi giustificarsi con la scusa di digitare sulla tastiera con il mignolo, avendo tutte le altre dita occupate in altre faccende, tipo reggere la tazzina del caffè e la sigaretta.
Coadiuvata dal mio web-master e seguendo i consigli di vecchi amici di blog, ho segnalato al simpaticissimo facebook il fenomeno di cui sono vittima. Per sentirmi rispondere da quei coglioni (mi scuso ancora, il mio nervosismo sta lievitando a vista d’occhio) che si tratta di un semplice caso di omonimia.
Ora, mentre io contatto un avvocato, chiedo ai miei lettori di aiutarmi in questa sgradevole ma indispensabile operazione: segnalare cioè a facebook (seguendo magari le indicazioni riportate nelle due immagini sottostanti) il falso account registrato a MIO nome e corredato con le MIE foto e le copertine del MIEI libri. Omonimia un paio di palle (per chiudere in bellezza).
Ve ne sono davvero molto grata.

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