In viaggio per Itaca

Pubblicato il 10 giugno 2013 da admin

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigòni e i Ciclopi
o la furia di Poseidone non temere:
non sarà questo il genere di incontri,
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigòni, no certo,
nè nell’irato Poseidone incapperai
se non li porti dentro,
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente, e con che gioia -
toccherai terra, tu, per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle, coralli, ebano e ambre,
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va’ in molte città egizie,
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa’ che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai saggio, con tutta la tua esperienza addosso,
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Le parole che ho appena letto sono incantevoli, sono poetiche, sono profonde. Ma non sono mie. Anch’io però ho qualcosa da dire, nel giorno di Olga, Tommaso e Francesco.

A te, Olga, dico che l’uomo che oggi ti sposa arrivò di notte, mentre questa parte del mondo dormiva. Giunse senza fare rumore e fin dall’inizio mostrò che i suoi tratti distintivi erano il rispetto e la delicatezza. Crebbe in simbiosi con me perché il babbo e la mamma me lo misero presto alle calcagna affinché vigilasse sulla mia condotta. Ma più che un vigile fu un impagabile complice e per tanti anni ha condiviso con me casa, cantanti, cibo e confidenze. Quello che oggi ti sposa è un uomo che ti saprà essere sempre complice e che condividerà con te la passione, i progetti, i sogni, i segreti.

A te, Checco, dico che col babbo e la mamma avrai il compito prezioso di farli restare sempre un po’ bambini. Gli adulti hanno il vizio di crescere e a volte dimenticano che il mondo è un luogo migliore, se guardato con gli occhi dell’infanzia. Ma loro hanno te e, proprio grazie a te, vivranno due infanzie e due vite, anziché una sola.

A te, Tommy, dico che oggi mi sento onorata di sederti accanto all’inizio di questo tuo grande viaggio. Da ragazzi eravamo convinti che il matrimonio non fosse fatto per noi. Crescendo, tu hai cambiato idea, hai fatto le valigie e adesso parti per la più misteriosa delle avventure. Punta verso Itaca, allora, e come dice il poeta procedi con calma. Prendi per mano i tuoi due compagni di viaggio (lei e i suoi incalcolabili riccioli neri, lui e i suoi biondi capelli a spaghetto) e non avere fretta, indugia insieme a loro nei porti, fermati nei mercati, respirane tutti gli odori e consumati gli occhi a guardare tutto, perché tutto merita di essere visto. Non perderti nulla di questo tragitto che ti auguro lungo e sereno, fai una sosta quando ti sentirai stanco.
E scrivimi ogni volta che vuoi.

(scritto e letto per le nozze di mio fratello,
a cui auguro un futuro radioso)

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