Bagno d’affetto

Pubblicato il 17 luglio 2013 da admin

Quando la vita (che tendenzialmente è una tirapacchi) ti fa un regalo, quel regalo va afferrato, tenuto stretto, protetto e conservato.
Potrebbe deteriorarsi. Te lo potrebbero rubare. Potresti perderlo per incuria o superficialità.
A me la vita un bellissimo regalo lo fece un anno fa.
Mi fece convocare come commissaria esterna agli esami di Stato (non è questo il regalo).
E mi destinò al Liceo Artistico di Grosseto (è questo).
Lì dentro, mi ci fece trovare un presidente che veniva da Siena, una collega di Arte che veniva da Cortona, un docente di Architettura che veniva da San Sepolcro e altri tre colleghi (di Scultura, di Pittura e di Anatomia) interni al Liceo stesso.
Sei persone in tutto: questo fu il regalo.
Perché si trattava di persone rare, eccezionali, uniche.
Persone che, pur inconsapevolmente, seppero dare la svolta a un periodo personale altrimenti nero. Persone che decisero di vivere quell’avventura per quello che era, un’avventura appunto, prima di tutto umana.
Persone che non si barricarono mai dietro un ruolo asettico e prescritto, ma preferirono andare, guardare, cercare oltre.
Persone, infine, che non si scordarono di quell’avventura neanche dopo che essa fu finita.
Da quel giugno, periodicamente, la commissione si raduna.
Il presidente s’insedia e tiene il suo discorso.
I commissari lo guardano e lo ascoltano compunti.
Seguono poi fastosi simposi e reiterate libagioni.
L’ultima, poche sere fa, a Grosseto, la terra che ci ha fatti incontrare.
C’era una bella casa circondata da un grande giardino. E c’era un forno a legna per le pizze.
C’era tanta pasta lievitata a puntino, vario e fantasioso condimento, pale per infilare pizze crude ed estrarle croccanti e saporite.
C’erano tanti dolci di provenienza regionale disparata.
E c’eravamo tutti noi, accompagnati ciascuno dalla persona più importante della propria vita.
Il mare era lì a un passo.
Ma quello che abbiamo fatto è stato un bagno d’affetto.

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