Ora ti fo piangere

Pubblicato il 21 luglio 2013 da admin

“Ho deciso: anche se è domenica, ti fo piangere.”
“Che?!”
“Ora ti fo piangere, ti dico.”
“Ma di che parli?!”
“Leggi qua.”

Era a pagina 5.
La storia più straziante (per adesso) della (consueta) estate di abbandoni.
Un canino nero.
Lasciato legato al guard-rail lungo una strada che in vita mia avrò percorso mille volte.
Perché la storia più straziante (per adesso) della (consueta) estate di abbandoni è accaduta nella terra dove sono nata, il Valdarno.
Il canino, abbandonato sul ciglio della strada (una strada assai trafficata), riesce però, rosicchiando il guinzaglio, a liberarsi.
Viene trovato, affamato e impaurito, avvicinato, soccorso.
In bocca tiene la base del guinzaglio e la pettorina lasciatagli addosso da chi ha avuto il coraggio di fare questo a un essere vivente senza colpe.
Ora è nel canile della zona.
Rifiuta il cibo, piange in continuazione.
E non c’è verso di farlo staccare da quel guinzaglio e da quella pettorina, l’unico legame che mantiere con gli umani disumani disfattisi di lui.

Io però non ho pianto.
Perché il cuore ormai mi s’è indurito e il tempo che una volta destinavo alle lacrime ora lo impiego a maledire chi, dopo un’azione come questa, si sente meritevole di seguitare a stare al mondo.

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