A riveder le stelle

Pubblicato il 17 agosto 2013 da admin

Non per farla bozzolosa, ma il cielo stellato che si vede in Maremma non si vede altro che là.
Vedrai, tra le paludi, la malaria, le miniere e la miseria c’è sempre stato uno sdrucinìo di morti che anche ora la densità umana da quelle parti è quella che è.
Le luci comunali di quei paesini sono una barzelletta in confronto al firmamento e anche Grosseto, diciamoci la verità senza fare spregio a nessuno, più che una città l’è un paesone, cosa vuoi che illumini.
Sicché il cielo di Maremma, la notte, fa paura.
L’ideale è invitare a cena un po’ di amici, accendere il foco, fare la brace, buttarci sopra una catena di rosticciane, una collana di salsicce, qualche bistecchina di maiale e una fiorentina alta tre dita. Pulire un cespo di canasta sbarbata dall’orto una mezz’oretta prima, condire cinque pomodori fatti a fette con la salsa verde, l’ova sode a rondelle, i capperini a guarnizione e la maionese fatta in casa e portare tutto in tavola. Poi, a cena finita e a tenebre calate, montare a neve un cartoccio di panna fresca dopo averla zuccherata e accompagnarla a una macedonia di frutta fresca abbellita di pinoli raccattati nella piazza di Orbetello. Gli amici hanno portato un tiramisù da cardiopalmo, una pinolata del fornino di Scansano e una selezione di rossi uno più notevole dell’altro.
Poi basta buttare una coperta di somma in mezzo al prato, soffocare tutte le candele, stendersi supini e stare zitti.
Prima partiranno i grilli.
Dopo s’aggiungerà l’assiuolo.
E alla fine cadranno le stelle.
Nove per me, quest’anno.
Da non sapere più che cosa chiedergli, alla fine.

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