Il pensiero dominante al rientro dalle vacanze

Pubblicato il 20 agosto 2013 da admin

Perché a scuola non si dice mai? Perché non s’insegna, perché non gli si dedica una lezione, un’unità didattica, un modulo, un seminario intero?
Si dilapidano fiumi di parole per celebrare le più rivoluzionarie invenzioni e scoperte dell’Ottocento: nel 1800 Alessandro Volta inventa la pila, nel 1801 Giuseppe Piazzi scopre Cerere il primo asteroide, nel 1803 il chimico John Dalton riscopre la teoria atomica, nel 1825 si attiva la prima locomotiva a vapore, nel 1831 Faraday realizza un generatore di elettricità, nel 1839 nasce la fotografia, nel 1842 viene scoperto l’effetto Doppler, nel 1846 Le Verrier, Galle e Adams scoprono Nettuno, nel 1847 il chimico Ascanio Sobrero inventa la nitroglicerina, nel 1848 viene scoperto lo zero assoluto, nel 1854 viene scoperta la dorsale atlantica e nel frattempo Antonio Meucci realizza il suo telefono elettrico, nel 1856 viene scoperto l’Uomo di Neandertal, nel 1862 Pasteur formula la teoria dei germi patogeni, nel 1865 Gregor Mendel pone le basi della genetica, nel 1866 Alfred Nobel inventa la dimamite, nel 1869 Mendeleev scopre il Sistema Periodico degli elementi, nel 1877 Edison inventa il fonografo, nel 1878 vengono scoperti gli enzimi, nel 1879 arriva la luce elettrica, nel 1885 il vaccino di Pasteur contro la rabbia, nel 1893 Freud fonda la psicoanalisi, nel 1895 Guglielmo Marconi dimostra che le onde radio possono essere trasmesse e ricevute a distanza, nel 1898 Pierre e Marie Curie scoprono gli elementi radioattivi Polonio e Radio, nel 1899 Poulsen brevetta il registratore magnetico, Benda scopre i mitocondri e Renault realizza la prima automobile con il cambio.
Bene, bravi, anzi bravissimi tutti, complimenti di cuore.

Ma la lavatrice.
Perché nessuno rammenta mai la lavatrice?
Perché nessuno insegna, e quindi nessuno conosce, chi fu quel genio che inventò la lavatrice?
Io voglio sapere tutto di lui, voglio capire chi era, icché faceva di lavoro, come mai gli venne in mente un’idea così esagerata, lungimirante e provvidenziale a beneficio dell’umanità di sesso femminile.
E poi quando ho saputo tutto voglio diffondere il verbo, voglio dirlo a tutti, voglio tenerci lezioni monotematiche, corsi specialistici dai titoli più intriganti (“Cosa diavolo era la donna prima della lavatrice”, “Che senso ha l’esistenza senza una lavatrice in casa”, “Lavare o far lavare?”, “Dal lavatoio alla lavatrice: la vera rivoluzione della donna”, “Alla base del femminismo: la lavatrice”, “Suffragio universale o lavatrice?” e infine, dopo l’introduzione della centrifuga, “Sesso e lavatrice”).

La lezione dell’11 settembre, giorno di rientro in classe, sarà tutta dedicata a John Hoskins, il baronetto che nel 1677 creò un sistema per lavare i panni con un cestello di cordame che veniva fatto ruotare a mano sotto un getto d’acqua.
Quella del 12 sarà invece dedicata a Jacob Christian Schäffern, il teologo di Ratisbona che nel 1767 costruì un apparecchio con una centrifuga rudimentale azionata a mano.
E infine quella del 13 a Thomas Bradford, che nel 1860 inventò la proto-lavatrice, che aveva una gabbia ottagonale in legno (una sorta di cestello), inserita in una scatola più grande, sempre in legno, riempita di acqua saponata. Ad azionare il tutto c’era una manovella che serviva a far ruotare la scatola più piccola.
Queste.
Sono queste le cose da insegnare a scuola, altro che discorsi.

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