Scrivi alla profe

Pubblicato il 31 agosto 2013 da admin

Giovanna io non la conosco, però mi ha scritto una mail sulla posta privata del blog nella quale mi chiede consigli di natura felina in relazione al proprio gatto.
Pare che costui, quando lei si assenta da casa lasciandolo solo con il suo moroso (Giovanna scrive certamente dal nord), perda improvvisamente ogni istinto vitale e vaghi smarrito e inappetente per l’appartamento alla delusa ricerca di un motivo per cui valga la pena di continuare a stare al mondo.
Pare anche che suddetto moroso, non particolarmente attratto dai gatti, esplichi comunque con zelo e rigore le incombenze necessarie a garantire a un animale un’esistenza dignitosa: versare chicchini nella ciotola e sottrarre cilindri di merda e palle di piscio dalla lettiera.
Tutto questo pare interessare poco al gatto, che aspirerebbe a un rapporto più stretto, serrato, quasi simbiotico con un umano, analogo a quello che ha con Giovanna quando ella è a casa.
Ho risposto a Giovanna, la cui mail mi aveva molto divertita.
E le ho raccontato di come per Micino da Scansano -ora Richard Parker- le cose procedano secondo dinamiche diametralmente opposte. Egli, solo in casa con il mio fidanzato, diventa per ore il di lui oggetto di gioco, a patto che rinunci a mangiare ed espletare bisogni fisiologici. L’umano con cui vivo dedica al gatto infinite ore di attività ludiche, bellicose e rivoluzionarie, però si scorda regolarmente di governarlo.
La mail si conclude con un’arresa considerazione: sono uomini.

Giovanna non è l’unica ad avermi scritto.
Da quando i commenti nel blog sono stati chiusi, sono (piacevolmente) costretta a dedicare del tempo quotidiano a una corrispondenza virtuale, più dilatata ma non meno appagante, con i lettori che chiedono consigli praticamente su tutto.

Tanto che al direttore delle pagine fiorentine del Corriere della Sera è venuto in mente di affidarmi, insieme alla consueta rubrica che firmo ogni sabato e che ripartirà la prossima settimana, una seconda rubrica, stavolta epistolare in cui, come frate Indovino, rispondo a vari interrogativi.
Vari fino a un certo punto, s’intende.
Si parlerà di scuola, di rapporti familiari e di giramenti di palle adolescenziali.
La prima prescelta per esempio è la lettera di una studentessa delle superiori che chiede se e perché i professori hanno le preferenze.
Non vedo l’ora di dirle come stanno realmente le cose.

(per domande, dubbi e questioni: scriviqui@antonellalandi.com)

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