Ieri mattina a Certaldo

Pubblicato il 15 settembre 2013 da admin

Posso dire la verità? Posso dirla tutta fino in fondo?
Bene, grazie mille. Allora.
A Certaldo ieri era una mattina da non credere, roba che una cartolina ritoccata ha i colori più brutti.
Un cielo tinto d’azzurro a colpi di pennellessa, una campagna che (mi dispiace per gli altri) esiste solo in Toscana e, incollato su questo sfondo da sogno, Certaldo Alto. Perché ce n’è anche uno Basso, ma l’è brutto come Quarrata. Maddai, scherzo! (Però, insomma, bella bella Quarrata non è.)
Proprio davanti alla casa di Boccaccio, in una piazzetta dedicata a Vittore Branca che dello scrittore fu un insigne filologo, la situazione apparecchiata per la presentazione dell’antologia che ha raccolto tutti i racconti partecipanti al concorso dedicato al Decamerone. La giornata infatti, lo ricordo anche a me stessa perché ancora non credo a quello che è accaduto, prevedeva la presentazione e la consegna di un bellissimo volume che la casa editrice Ibiscos Ulivieri ha curato per l’Associazione Giovanni Boccaccio.
Noi ci siamo quasi tutti, fatta eccezione per quei due o tre che hanno da fare. Ci sono anche i genitori, che si sono attivati per accompagnare i figli in un giorno per loro importante. E c’è anche la preside della scuola. Per arrivare alle dieci a Certaldo, ci siamo alzati alle sette e siamo partiti alle otto, tutti, anche l’alunna che la sera prima era al concerto di Marco Masini (menomale non si è presentata con la maglietta firmata).
Gli interventi delle autorità sono brevi e scorrevoli, estranei alla retorica e mirati all’augurio di un futuro politico (e quindi culturale) migliore.
Si spendono tante parole sui giovani: basta parlarne male, i giovani quando vengono sollecitati a modo rispondono con entusiasmo e questo libro lo dimostra, grandi racconti, grandi novelle, grande impegno da parte degli insegnanti che hanno creduto nel concorso, grandi intuizioni della fantasia dei ragazzi e bla bla bla. Bisogna puntare sui ragazzi, bisogna sostenere la scuola, bisogna incoraggiare il futuro e ribla bla bla.
“Questo libro, ragazzi, è la vostra creatura. Tenetelo tra le mani, mettetelo nel vostro scaffale, ogni volta che nella vita lo guarderete ripenserete a questo concorso, a questa giornata, a questa vittoria” dicono quelli che contano.

Alla fine della fiera, però, il libro ci è toccato comprarlo perché nessuno ce ne ha fatto omaggio.
“Ma scusate -chiedo basita agli organizzatori- non è prevista la consegna di una copia ai ragazzi che hanno scritto la novella e figurano addirittura tra i vincitori?!”.
No, non è prevista.

Un modo perfetto per motivare gli studenti, portarli a puntare tutto sullo studio e sulla cultura, convincerli che un libro elegante nello scaffale di casa vale molto di più di una partecipazione volgare al Grande Fratello.

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