Dottori

Pubblicato il 26 settembre 2013 da admin

Non averne mai bisogno sarebbe l’opzione più auspicabile.
Non potendone fare a meno, si scopre un mondo insospettato.

1. Il frettoloso.
Il dottore frettoloso non ha tempo da perdere. Va di fretta, centellina i minuti che concede, e soprattutto ha difficoltà a concentrarsi su quello che gli viene raccontato dal paziente che (per il fatto di essere lì e non a casa propria) si sente spaesato. Alterna sguardi fugaci tra lui e i documenti medici che costui gli offre in lettura, annuisce con la testa, si alza dalla sedia per accompagnarlo alla porta prima ancora che la conversazione sia finita, stringe la mano brevemente, saluta, ti volti, è già sparito.

2. L’insicuro.
Il medico insicuro, manco a dirlo, non trasmette una briciola di sicurezza. I farmaci non li prescrive, li propone mettendotene davanti un’ampia scelta, come un prestigiatore un mazzo di carte aperte a ventaglio. Le terapie non le motiva, le balbetta. I tempi di guarigione non li sa, li ipotizza. E’ gentile, ma non ti basta. E’ accogliente, ma non è sufficiente.

3. Il disonesto.
Il dottore disonesto lo è dal primo incontro. Tu lo hai trovato attraverso il servizio pubblico, lui ti attira subdolo nel proprio studio privato sostenendo che lì ci si capisce meglio perché ci sono macchinari più moderni. E’ frettoloso come il dottore frettoloso (rivedi tipologia 1) però si dà più arie di lui. Può permetterselo, viste le parcelle che ti presenta alla fine di ogni colloquio, anche di quello in cui non ha detto granché di rilevante. Al momento di pagare, non chiede se vuoi la ricevuta. Semplicemente non te la fa. Oltre all’incredulità che provi sul momento, a casa ti aspetta la risciacquata di un uomo che (giustamente) pretende l’onestà fiscale. All’incontro successivo ti dici che la chiederai. Ma quando vai da un dottore, non sei mai nella tua forma più smagliante, non ti senti mai al massimo delle tue forze. Ti senti invece indifesa, fragile, smarrita, caduca e tanto, tanto impaurita. A tutto pensi fuorché a quella maledetta ricevuta. Che lui infatti non ti fa neanche la seconda, la terza e la quarta volta. E siccome chi è disonesto con i soldi tendenzialmente lo è anche con tutto il resto, alla fine ti prescrive una terapia sbagliata le cui successive complicazioni vorrebbero spingerti a seguire il suo subitaneo consiglio: ricoverarti immediatamente nella clinica privata di sua conoscenza dove un’operazione tutto sommato routinaria costa 10 mila euro.

4. L’umano/competente.
Il dottore umano/competente è la dimostrazione che Dio c’è e ti vuole bene, che il genere umano non è solo spazzatura, che la vita riserva anche belle sorprese.
Lo riconosci a pelle, perché tu hai l’olfatto sensibile e la gente buona emana un profumo (appunto) umano.
Ti accoglie con delicatezza, ti mette a tuo agio e ti fa pensare che il tempo che si snoda davanti a quel giorno è lì tutto per voi. Non c’è fretta, non c’è scadenza, non c’è approssimazione.
Il dottore umano/competente ha il dono dell’ascolto. Solo dopo aver capito bene i motivi per cui sei andata a cercarlo, parlerà. E quando lo farà, sarà per farsi capire. Perché la medicina, e tutti quei suoi paroloni mostruosi, si possono spiegare anche a una che ha studiato solo Lettere.
Il dottore umano/competente non ti venderà del fumo, ma ti dirà le cose esattamente come stanno. Però te le dirà con grazia, con dolcezza, con amore professionale. E ti dirà di non preoccuparti, perché dopo quello che ti aspetta starai meglio, molto meglio, ti riapproprierai della tua dignità fisica e tornerai quella di una volta.
Alla prima visita non ti prenderà una lira perché gli è servita per conoscere il tuo caso. Dalla seconda in poi rilascerà regolarissima ricevuta, consentendoti di tornare a casa con una percezione di te degna di rispetto.

Quando trovi questo medico, tienitelo stretto.
Ignora e abbandona i primi due.
Al terzo, mandagli la finanza allo studio privato. E denuncialo all’azienda sanitaria pubblica in cui fa solo finta di prestare servizio.

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