Clicca il pomodoro

Pubblicato il 30 settembre 2013 da admin

Da quando sono nata detesto andare al supermercato.
E ho sofferto quando i negozietti monotematici hanno preso a scomparire, economicamente rovinati dal dilagare dei centri commerciali.
Quando ero una bambina, andare col babbo e con la mamma da Enzo il macellaio, da Wanda la panaia, da Elena la verduraia e da Bruno il gastronomo era bello come un gioco. Ciascuno ci accoglieva con uno stile inconfondibile e rituale, conosceva tutto di noi e ci vendeva ottimi prodotti. Il conto finale non era mai risibile, ma lo scambio umano intercorso nel frattempo ammortizzava ampiamente l’esosa cifra presentata.
Poi un giorno Enzo chiuse, Wanda cedette il fondo a nuovi panai, Bruno morì e dove c’era Elena ora c’è un’agenzia immobiliare.
Oltretutto io andai via dal mio paese e venni a vivere in città, fagocitata da un giorno all’altro da Cooppettone talmente one e Esselunghe talmente lunghe che ancora mi ci perdo.
E insomma io odio questi posti.
E da quando le botteghe non esistono più, io odio anche fare la spesa.
Il fato però ha messo sulla mia strada un uomo predisposto all’acquisto intelligente.
Egli sa riconoscere il valore della merce esibita, individua l’offerta del giorno e fiuta l’affare.
Passargli la palla della spesa quotidiana è stato per la sottoscritta spontaneo e inconsapevole come respirare.
Lui, questa palla, l’ha tenuta dieci anni e, debbo dire, l’ha tenuta in modo magistrale.
Il fatto che, da qualche tempo, indichi se stesso appellandosi “il filippino” e conferendo a questo epiteto una frustrata sfumatura, mi ha convinta del fatto che qualcosa non andasse e che fosse necessario passare all’azione con un gesto di decisa liberazione, per lui e per me.
Registrarsi sul sito dell’Esselunga.
Fare la spesa on line cliccando sull’icona del pomodoro e scegliendo con la dovuta calma i prodotti necessari.
Farsi consegnare tutto a casa dall’inconfondibile camioncino giallo.
E sentirsi finalmente una donna emancipata.

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