Io, lei e le nostre letture segrete

Pubblicato il 18 ottobre 2013 da antonella landi

Per assegnare i libri adatti ai propri alunni, a un insegnante non basta essere un buon lettore.
Un buon lettore legge per sé. Sceglie i romanzi di cui va ghiotto, i saggi che gli interessano, i testi in cui si riconosce. Segue i gusti personali e la propria sensibilità di quel momento, che magari dopo qualche mese cambieranno per orientarsi altrove. Al massimo dà retta ai consigli di un amico che lo conosce bene e che gli sa indicare quale libro può rapirgli gli occhi.
Un insegnante, oltre che leggere per sé, deve leggere per tutti gli alunni di tutte le sue classi. E provare a indovinare quale libro potrebbe piacere a ogni singolo studente tra quelli che parlano d’amore, di sesso, di droga, di sport, di vampiri e di creature bizzarre (di gran moda, ultimamente). Per azzeccare quelli giusti, deve sciropparsi paginate di letteratura per adolescenti da cui non si sente esattamente attratto, avendo egli come minimo trent’anni. Io ne ho più di quaranta e di libri per adolescenti inizio a non poterne più. Già la vita è breve rispetto alla produzione editoriale passata e quotidiana. Figuriamoci se ho voglia di sottrarre tempo prezioso alle mie letture per libri anagraficamente non destinati a me. Eppure mi tocca.
La vita però quest’anno mi ha fatto un regalo improvviso e inatteso. Mi ha messo in classe una ragazza che (in totale autonomia) legge proprio i libri che piacciono a me, quelli che non penserei mai di destinare ai miei studenti perché avrei paura di vedermeli tornare indietro a velocità elevata, dalla parte della costola, mirati alla tempia. Lei, però, li legge da sola. E poi li commenta con me in uno scambio epistolare elettronico dettagliato e delicato. A certi autori ci è arrivata grazie a un film, ad altri grazie a un fidanzato illuminato ed evoluto che la aiuta nelle scelte bibliografiche. Quando mi ha raccontato di essersi intellettualmente innamorata di Tiziano Terzani il cuore mi si è aperto, come la bocca, in un incontenibile sorriso intriso di speranza. Pochi giorni fa questa ragazza rara versava in uno stato di semi-panico perché non riusciva a trovare in nessuna libreria “La fine è il mio inizio”, testamento spirituale di uno dei nostri migliori giornalisti e scrittori. Alla fine lo ha scovato in una biblioteca di periferia e se lo è portato a casa come ci si porterebbe un cucciolo di gatto trovato abbandonato sul ciglio della strada, con la paura di sciuparlo e il desiderio di curarlo. Adesso mi manda foto della copertina sul telefonino. Mi aggiorna sulle emozioni che prova durante la lettura. Io ingrasso di un etto a ogni frase che ricevo.
Il culmine lo si è tuttavia raggiunto nello scoprire che entrambe, a una narrativa diciamo così più consueta, abbiniamo la lettura delle pagine di Osho Raineesh, il celebre mistico e maestro spirituale indiano.
A volte noi insegnanti riponiamo una fiducia limitata nei talenti, nelle risorse e nella curiosità intellettuale dei nostri alunni. Pensiamoci. E osiamo di più.

(oggi nelle pagine fiorentine del “Corriere della Sera”)

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