Erbe

Pubblicato il 22 ottobre 2013 da antonella landi

“Che piacere vederti! Come stai?”
“Sono un po’ giù. Per questo sono venuta da te.”
“Prova a spiegarmi meglio come ti senti. Un po’ debole?”
“Sì, non ho molte forze.”
“Debole fisicamente o anche psicologicamente?”
“Un po’ fragile anche di umore.”
“Piangi?”
“Qualche volta. Faccio dei pianti episodici da pulizia mentale, come quando dai una bella passata alla casa col Folletto.”
“Capisco. Dormire, dormi?”
“Non molto. E se mi sveglio, riprendo sonno con difficoltà.”
“Hai paura?”
“Sì, un po’.”
“Ok, paura. E ti senti angosciata?”
“No, però sento di essere davanti a un bivio importante.”
“Capisco. E questo bivio ti preoccupa o ti attrae?”
“Entrambe le cose.”
“Ok, preoccupazione e curiosità. Ti capita di essere triste?”
“No, triste no. Direi piuttosto malinconica.”
“Malinconica… ok.”
“Penso molto alle cose passate.”
“Per esempio?”
“Ho ripreso ad ascoltare Guccini dopo trent’anni che non lo avevo più fatto.”
“Ah, ecco, questo mi pare abbastanza significativo. Ti senti sola?”
“Per niente. Anzi, sento l’affetto di tente persone che mi stanno vicine. E proprio in questo momento della mia vita ho capito quali sono quelle su cui posso veramente contare.”
“Il gatto come sta?”
“Il gatto è la migliore delle medicine.”
“Benissimo, ho capito. Vado di là e te le preparo. Torno subito. Tu intanto annusa tutto quello che vuoi.”

Cosa ci andate a fare dallo psicologo, quando ci sono le erboriste?

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