C’era una volta una gatta

Pubblicato il 19 gennaio 2014 da antonella landi

Micino da Scansano vive con noi dall’estate del 2009. Cioè da quel giorno di luglio in cui lo rinvenimmo, rinsecchito terrorizzato affamato agonizzante e pulcioso, sul ciglio della strada all’imbocco del paesino di Maremma dove abbiamo casa.
Non dico dal giorno dopo, ma insomma da parecchio tempo io sostengo che un animale che vive da solo, benché adorato e ludicamente intrattenuto dagli umani che vivono con lui, si fa due palle grosse come due cani a cuccia.
Ma ogni volta che mi sono presentata a chiedere un compagno o una compagna di giochi per Micino, l’uomo di casa ha risposto sempre nello stesso modo.
Scordatelo.
Scordatelo perché un gattino solo è la perfezione, scordatelo perché potrebbe ingelosirsi del nuovo arrivato, scordatelo perché poi i peli svolazzanti raddoppierebbero, scordatelo perché poi per giocare insieme al compagno o alla compagna nuova trascurerebbe noi.
Insomma scordatelo e chétati.
Mi sono chetata per quattro anni.
Recentemente però mi sono accorta del potere sovrannaturale che, nella sofferenza, mi ha conferito l’intervento chirurgico a cui sono stata sottoposta.
Vorrei una pizza, ed ecco la pizza.
Mi ci va del sushi, ed ecco il sushi.
Sogno di guardare dieci film in fila senza interruzione, ecco i dieci film.
Avrei bisogno di una maga che pulisca la casa al posto mio, ecco la maga.
Oggi non ho voglia di fare un’emerita minchia, ecco l’emerita minchia da non fare.
Così ho osato.
“La mia erborista di fiducia e il suo compagno hanno due gatti.”
“Ma senti.”
“Sono due siamesi.”
“Bene.”
“Sai che i siamesi vengono dalla Thailandia, il nostro paese preferito, il luogo in cui abbiamo trascorso le più belle vacanze della nostra vita?”
“No, non lo sapevo, ma vivevo bene uguale.”
“E sai che sono la razza più affettuosa tra i felini?”
“Non saranno certo pià affettuosi del mio gattino d’oro.”
“A parte il fatto che il tuo gattino d’oro è nostro, sì, sono più affettuosi di Micino.”
“Non è possibile.”
“Invece sì. Micino ti ci viene mai addosso quando stai disteso sul divano? Ti dorme mai sopra la testa? Ti siede mai sulle ginocchia quando stai seduto?”
“No, graziaddìo.”
“Pensa, invece i siamesi sono appiccicosi e giuggioloni. Amorosi da morire.”
“A me l’amore che mi dà il mio gattino mi basta e m’avanza.”
“Ma lo sai che i siamesi parlano?”
“Sì, ciao.”
“Te lo giuro! Sono detti talking cats per questo.”
“E cosa dicono?”
“Nulla nella nostra lingua, ma tutto nella loro.”
“Chissà che disquisizioni filosofiche allora.”
“Spiritoso. Si fanno intendere, e questo basta.”
“Anche Mimmo si fa intendere.”
“Ma i siamesi chiacchierano in continuazione.”
“Per questo sei più che sufficiente te.”
“Tornando ai gatti della mia erborista, non sono fratelli, sono di due cucciolate diverse.”
“E allora?”
“E allora la mia erborista li farà accoppiare.”
“Brava, mi fa piacere per lei.”
“E poi darà via i cuccioli.”
“Lo farei anch’io.”
“Ho prenotato una femmina.”
“Scordatelo.”
“Ma io sono stata operata. Ho patito tanto. Sono stata tanto male. Me la merito.”

Ecco la femmina.
Prossimamente in questa casa.

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