Sono bello solo io

Pubblicato il 26 gennaio 2014 da antonella landi

Per riattivare in grande stile la loro abitudine alla scrittura domestica, porto a scuola la pagina delle lettere di Galimberti dove una ragazza tesse l’elogio della lettura e il filosofo tesse l’elogio della ragazza.
Lascio come consegna una doppia possibilità: scrivere una replica alla ragazza o scriverla al filosofo.
E ricordo alla classe quello che invoco sempre quando si parla di scrittura: il coraggio delle proprie idee, l’originalità del proprio stile, l’argomentazione delle proprie riflessioni.

Lui (uno degli studenti più simpatici ma anche più sfrontati che abbia avuto) non perde tempo: decide di scrivere al filosofo e ne stronca posizioni, pensieri, ragionamenti. Sostiene che la vita può essere bellissima anche senza leggere neanche un libro, che quello che vale veramente nell’esistenza è l’esperienza, che le parole scritte da altri sono fondamentalmente chiacchiere e che delle chiacchiere si può fare meno. Praticamente gli dà dell’imbecille e si dà del genio.

Perché i concetti espressi siano definitivamente chiari, firma il tema con la propria mail (sonobellosoloio@solo.io).

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