Un lunedì botticelliano

Pubblicato il 24 febbraio 2014 da antonella landi

E insomma in classe si faceva la parafrasi di “A Zacinto” e sono venuti fuori tutti i riferimenti ai classici presenti nel sonetto, compreso il mito di Venere, nata dalla schiuma delle onde del mar Egeo, dentro quella conchigliona.
“Come poi ha magistralmente dipinto in quel quadro meraviglioso ed eterno il celeberrimo pittore…”
“…?!?!”
“Ma che, non lo sapete?!”
“Ma cosa?!”
“Chi ha dipinto La nascita di Venere!”
“Boh.”
“Ma come boh! Voi che siete nati e vivete a Firenze non sapete chi ha dipinto La nascita di Venere?!”
“No.”
“Ma come no! Voi che fate la quarta superiore!”
“Sì, ma di un professionale.”
“Ma cosa me ne frega a me se è un professionale! Questo quadro è agli Uffizi! Gli Uffizi sono a Firenze!”
“Sì, questo lo sappiamo.”
“E allora dovete sapere anche chi ha dipinto quel (stavo per dire cazzo di, ma non l’ho detto, n.d.r.) quadro!”
“O profe, via, non lo sappiamo. Ce lo dica lei.”
“Sandro Botticelli. Da cui anche l’aggettivo talora rivolto alle donne, di botticelliano.”

Uno ha detto a un altro che lui a una donna “botticelliana” non gliel’ha mai detto, semmai una botticella gliel’ha data.
E io l’ho sentito.

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