Vendo il Folletto

Pubblicato il 25 febbraio 2014 da antonella landi

Bussano alla porta ed entra lui.
Era un mio studente tre anni fa, si è diplomato l’estate scorsa, ma ha lasciato il cuore a scuola e ogni tanto passa a fare un salutino.
Lo abbraccio e lo sbaciucchio.
“Allora?”
“Tutto a posto profe.”
“Che fai di bello?”
“Lavoricchio.”
“E che lavoricchio fai?”
“Vendo Folletti.”
Poiché a voce la maiuscola non si vede, chiedo lumi.
“Gnamo profe, la ummi dica che la un conosce il Folletto!”
“Ma quale, il Folletto per pulire la casa? Il Folletto vorverk, uoruerk, uorverk, insomma quello? Il sogno di ogni massaia d’Europa? Il diktat di ogni donna di casa?”
“Profe, guardi che si dice Vorwerk: è tedesco.”
“Dai! Quello?”
“Glielo giuro.”

Che io il Folletto ce l’ho anche, ma l’è vecchio più del cucco.
Sicché dichiarare sospesa la lezione e attardarmi nel chiedere prezzi aggiornati, modelli innovativi, strumenti ausiliari, pezzi di ricambio e (soprattutto) notizie più specifiche su quel miracolo d’ingegneria domestica che è il Folletto Robot, cioè la macchinina semovente che pulisce la casa al posto tuo mentre tu sei a zonzo per i fatti tuoi (il mio sogno segreto e proibito), è stato tutt’uno.

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