Ora legale

Pubblicato il 31 marzo 2014 da antonella landi

Spalanco gli occhi in una camera invasa dalla luce del mattino.
Sarebbero le sei.
Ma sono le sette.
Stramaledicendomi mi butto giù dal letto.
Colazione, doccia, vestizione.
E, insieme a tutte queste cose, una telefonata a scuola.
“L’ora legale, perdonatemi, faccio prima possibile, sarei in quarta, mandate qualcuno, chiedo scusa, corro, scappo, arrivo, ma non prima della seconda ora!”
Faccio tutto senza respirare, ho l’affanno, l’ansia, il rimorso, l’agitazione.

Ma già in auto sorrido a e di me stessa.
A metà strada mi sono ampiamente perdonata: sono cose che accadono ai vivi.
Al cancello della scuola mi sto addirittura simpatica.
Sono così fallibile, così maldestra.
Così straordinariamente umana.

Loro invece sono incazzati neri.
Hanno passato il fine settimana a studiare Storia per una verifica rimandata a giovedì.

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