Mettiu

Pubblicato il 5 maggio 2014 da antonella landi

Sembrerà impossibile, ma nei ventinove anni trascorsi da quando è nato, io non avevo mai conosciuto il figlio primogenito di mia cugina, registrato all’anagrafe col nome di Matteo ma noto in famiglia come Mettiu, scritto proprio così, come si dice.
Era lei a chiamarlo all’inglese quando -piccolo, biondo e bello- andava ancora all’asilo o alle elementari.
Erano gli anni in cui io e lei non ci frequentavamo, ciascuna immersa nella propria vita e concentrata a cavalcare l’onda delle proprie scelte.
A tenerci informate a distanza ci pensava suo padre, lo zio Flambert, che invece bazzicava giornalmente casa mia.
“Vedessi bellino Mettiu”, “sapessi bravo Mettiu”.
Ma io, di questo Mettiu, mai neanche l’ombra.

Una volta ritrovata mia cugina e riallacciato con lei un legame a triplo nodo (con tanto di promessa di invecchiare insieme dentro la stessa casa di riposo), è ricomparso pure Mettiu.
Mettiu che ha fatto lo Scientifico, che poi si è iscritto a Storia, che studiava di notte perché si concentrava meglio e che ha macinato tutti gli esami portando a casa voti altissimi, ma che poi un giorno come niente ha detto basta, ed è partito.
Mettiu che a Francoforte ha trovato lavoro, amicizie, amore. E che, appunto per amore, è tornato in Italia, ma per fermarsi a Milano.
Mettiu che si rimette sempre in gioco, che non teme le sfide, che non chiede soldi ai suoi genitori, che vuol farcela da solo. Che è schietto e chiaro, semplice e diretto, coraggioso e buono. Che non sta dietro alle mode, che va controcorrente, che non gliene frega nulla, oppure gliene frega molto.
Insomma di questo Mettiu m’ero fatta un bel filmino tutto mio, alimentato dai racconti di sua madre e supportato da qualche foto che ogni tanto mi arrivava.

Qualche giorno fa Mettiu è sceso in Toscana, nel suo paese, a casa sua.
Sono andata a conoscerlo.
E ho visto coi miei occhi che quel bel filmino che m’ero fatta corrisponde esattamente alla realtà.

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