Alla Coop Boutique

Pubblicato il 10 novembre 2014 da antonella landi

Il lunedì (e un po’ mi vergogno a dirlo) faccio solo tre ore: le prime. Questo implica che alle 11 sono libera, saluto tutti, striscio il bedge e levo le tende.
“Profe! Dove va?”
“A casa.”
“Noi si va a mangiare alla Coppona, venga con noi!”
La Coppona è la grande Coop che io chiamo Coop Boutique perché non ha nulla in comune con le altre, a partire dalle dimensioni per finire ai prodotti, tutti finemente straselezionati e particolari.
Loro invece sono due alunne che non si avvalgono dell’insegmanento della religione cattolica e quindi hanno un’ora buca da dedicare alla raffinata arte della masticazione alimentare.
Per la strada, strette in tre sotto due ombrelli e perseguitate da una pioggia martellante che non prendiamo neanche in considerazione, ragioniamo di argomenti che ci stanno a cuore: come guardarsi dagli uomini narcisi, come difendersi dagli uomini vigliacchi, come scansare gli uomini imbelli, come scovare gli uomini perfetti. Da nessuna parte, perché non ce ne sono.
“Profe! Adesso le faccio vedere il tipo che piace a me!”
“Perché, prevedi che stia facendo la spesa alla Coop in questo preciso momento?”
“No, perché fa il commesso e sta alle casse. E’ bellissimo!”

Il tipo non era di turno.
Però abbiamo fatto la spesa, abbiamo attraversato il parco, abbiamo fermato il traffico sulle strisce, abbiamo inciampato sulle pozze, ci siamo infradiciate e abbiamo riso molto fino a casa mia.

“Adesso tornate di corsa a scuola che fate tardi per la sesta ora! Chi avete?”
“La Donata!”

La Donata è la profe d’Inglese.
Se hanno fatto tardi, gli ha strappato via la pelle a morsi.

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