Sono un cane veloce

Pubblicato il 5 dicembre 2017 da antonella landi

Sì, sono un cane veloce, superveloce. E’ la verità e mi piace, lo devo ammettere: mi piace un sacco. Avete presente i cani veloci, quelli che, quando passano di corsa, vi vien da dire: “Caspita, quello sì che è un cane veloce!” Ecco, io sono uno di quelli. Uuuuuuuuuuh! Sono un cane veloce. Uuuuuuuuuuuuuuh! Se solo mi vedeste passare quando vado a tutta velocità, ma non tanto per fare, quando mi ci metto davvero d’impegno… diavolo se corro, a volte sembro un razzo, un razzo che sfreccia tra alberi e cespugli e poi hop!, salto uno steccato, un bambino, una roccia o quel che vi pare perché sono un cane superveloce e salto meglio di una cazzo di gazzella.

(Dave Eggers, Da quando mi gettarono nel fiume a prima di morire)

Da sinistra: i beagle Giotto, Billa, Bobi, Ares. In primo piano e davanti a tutti: la boxer Odilia.

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Caro Fabio

Pubblicato il 5 dicembre 2017 da antonella landi

In prima, come primo testo di narrativa assegnato in lettura domestica, ho dato Esche vive di Fabio Genovesi, un libro che ai tempi in cui lo lessi mi fece innamorare dell’autore.
E come verifica non ho dato una tediosa scheda, né ho fatto fare il solito compitino, ma mi sono impegnata per imbastire un’attività originale, sensitiva e coinvolgente che conquistasse tutta la classe.
Una delle fasi di suddetta verifica chiedeva di scrivere una letterina a Genovesi stesso, che iniziasse in questo modo: Caro Fabio ti scrivo per dirti che…

-Caro Fabio ti scrivo per dirti che Esche vive è il libro più brutto che io abbia letto in vita mia.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che io non sopporto le parolacce dentro i libri.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che tu scrivi anche benino, però la storia non è niente di che.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che i tuoi personaggi non sono credibili.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che questo finale aperto mi ha lasciato con un nervoso addosso.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che a me piacciono i gialli, per cui niente.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che a me piacciono gli horror e qui non ci si impaurisce mai.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che a me piacciono i fantasy e qui è tutto maledettamente vero.
-Caro Fabio ti scrivo per dirti che il tuo romanzo non mi ha coinvolto per nulla, ma proprio per nulla.

Chissà contento Fabio.

Pensando al Carnevale

Pubblicato il 5 dicembre 2017 da antonella landi

“Ragazzi, ragazze. Quest’anno per la festa di Carnevale qui all’Artistico dobbiamo spopolare. Pretendo di vincere con voi, dopo i nostri tre anni insieme, il primo premio nel concorso la maschera più bella. Ho già un’idea di classe. Di classe nel senso non di classe cioè elegante, ma di classe cioè che ci coinvolga tutti e che trovi un ruolo per ciascuno. Ecco: io vorrei che ci mascherassimo da ***” (non sono mica fessa che lo scrivo e magari ci copiano l’idea, n.d.r.)
“Ah, sì, carina…” dicono le ragazze.
“Cosa sarebbe questo tiepidume?! E’ un’idea strepitosa!”
“Sì, bella, però… noi… in verità… avevamo già deciso per un’altra cosa…”
“E sarebbe?”
“Noi… ecco… volevamo vestirci tutte… da professoressa Landi.”

Ancora non ho capito se lo devo prendere come un complimento o (più probabile) un oltraggio.

Firmato: Biagio

Pubblicato il 4 dicembre 2017 da antonella landi

Oggi Bobi ha ricevuto la sua prima email.
Gliel’ha scritta Biagio, un beagle originariamente fiorentino, trasferitosi a Rimini.
Bobi gli ha risposto proponendogli un incontro sulla spiaggia, a correre liberi e felici.

Un altro Ulisse

Pubblicato il 4 dicembre 2017 da antonella landi

Una bellissima Penelope con i dred tesse la tela in un angolo del palco.
Un Ulisse differente cerca asilo in una terra a forma di stivale di cui ha sentito parlare tanto bene.
Un Polifemo moderno dà il proprio nome a un canale televisivo che, con un occhio solo, sorveglia e governa i telespettatori.

S’intitola Ulisse lo spettacolo teatrale portato in scena dai detenuti del Carcere di Sollicciano.
Tutti dovrebbero vederlo.
Noi lo abbiamo fatto stamattina: l’aria frizzava come i nostri cuori, perché nessuno esce indenne da quei muri.

Il pasticcere

Pubblicato il 2 dicembre 2017 da antonella landi

Al terzo piano del mio palazzo vive un tipo.
Fa il pasticcere, c’incontriamo sempre nell’atrio, in ascensore, nel parcheggio: lui va al lavoro quando io sono in pieno sonno e rientra quando porto Bobi al parco. Poi c’incrociamo ancora quando lui scende a fare la spesa, a comprare le sigarette, a far visita al panaio, perché io ogni mezz’ora esco con Bobi per la pisciatina.
Il pasticcere, quando vide Bobi per la prima volta, rimase imbalsamato. Sostenne di non aver mai visto prima in vita sua una cosa tanto bella e mi chiese il permesso di toccarlo. Da allora, quando i due s’incontrano, parte un rituale festaiolo in cui l’umano si accascia a terra per farsi baciare, ciucciare, slinguazzare, e l’animale dà il meglio di sé in salti e piroette.
Oggi ci siamo incontrati di nuovo, come ogni giorno. Con l’occhio imbambolato e l’aria languida mi ha detto: “Non ce la facevo più: il 18 dicembre mi arriva una canina.”

Testamento

Pubblicato il 2 dicembre 2017 da antonella landi

“Codesto cane è un mammone tremendo.”
“Sì, mi adora.”
“Ma è troppo morboso.”
“Sei te che crepi d’invidia.”
“Non è ammissibile che non voglia stare con nessun altro che con te.”
“Invece è ammissibilissimo e io sono felice di questo suo sconfinato amore. L’unico guaio sarebbe se io morissi all’improvviso.”
“Ecco, a proposito: se tu muori chiaramente Bobi resta a me.”
“Mah, non lo so. Non saresti l’unico pretendente.”
“Ma sarei quello con il numero maggiore di diritti, visto che mezzo l’ho pagato io.”
“Cosa c’entra. Non credo che mio fratello te lo lascerebbe.”
“Cosa c’entra con Bobi tuo fratello?!”
“Mio fratello stravede per Bobi.”
“Perché, io?”
“E mio fratello ha un bambino che è innamoratissimo di questo cane.”
“M’importa una sega.”
“Poi c’è il mio babbo. Fa tanto il duro, ma se io morissi certamente lo vorrebbe lui.”
“Ma figuriamoci.”
“E poi la mia amica Coautrice.”
“Sì, e poi? Coautrice ha due gatti, di cui uno indiavolato: nemmeno volendo potrebbe tenere Bobi.”
“Ma lei è la zia e lo ama.”
“Nessuno lo ama come me.”
“Io.”
“Ma tu muori, quindi non vali.”

La discussione è finita solo quando ho accettato di fare testamento.

Guido piano

Pubblicato il 2 dicembre 2017 da antonella landi

Alla guida ho trascorsi spericolati. Mi è sempre piaciuto pestare sul pedale dell’acceleratore, zigzagare tra le auto, conquistarmi la pole position ai semafori, parcheggiare al volo. Ma da quando è arrivato Bobi il mio spirito materno m’induce alla prudenza e così, come Concato, guido piano. Aggiusto le curve, evito le inchiodate, cambio le marce con dolcezza. Per non sballottarlo, per non fargli dare di stomaco. Tra l’altro questo improvviso rallentamento mi ha fatto scoprire il piacere dell’osservazione, la vita mi si affianca placida e gli spostamenti non sono più stressanti.
Ora però tutti per strada, sorpassandomi, mi mandano affanculo.

Il congiuntivo

Pubblicato il 1 dicembre 2017 da antonella landi

Lorenzo Baglioni io lo conoscevo come spalla comica di Alessandro Riccio.
Bravissimo e buffo come il suo collega, oltre a recitare canta molto bene.
Poi in Rete ho trovato questo (clicca qui).
La prossima volta che faccio grammatica in prima lo proietto sulla Lim come apertura di lezione.

Il cappottino

Pubblicato il 1 dicembre 2017 da antonella landi

“Hai sentito che freddo?”
“Davvero!”
“Devi comprare il cappottino a Bobi.”
“Non ci penso nemmeno.”
“Ma come!”
“Il mio è un cane tosto, da caccia, cosa vuoi che gliene freghi a lui del freddo.”
“Ho capito che è da caccia, ma vive in un appartamento caldissimo e quando esce subisce l’escursione termica! Vuoi che ti si ammali?”
“Ascolta, non mi rompere. Io il cappottino non glielo compro.”
“D’accordo. Allora glielo compro io. Giusto ieri ne ho visto uno mimetico da guerrigliero, imbottito di pile verdino, ha perfino il cappuccio, una figata pazzesca, perfetto per uno come lui.”

(nella foto: il Guerrigliero)

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