Bocconi

Pubblicato il 8 febbraio 2018 da antonella landi

Tra i padroni di cani è partito un terribile tam-tam: alle Cascine (benché sulla sponda sinistra) sono stati trovati bocconi avvelenati.

Vi si sfaccia la casa.
La malattia vi impedisca.
I vostri nati torcano il viso da voi.

Il ritorno del sole

Pubblicato il 8 febbraio 2018 da antonella landi

Dopo tre interminabili giorni di pioggia grigia, noiosa e amara, oggi è ritornato miracolosamente il sole.
“A che ora?”
“Alle due e mezzo.”
“Perfetto per me.”
“Anche per me.”
“Io non ce la faccio, esco alle due e un quarto, vi raggiungo alle tre.”
“Pratone o barrino?”
“Barrino. Prendiamo caffè e poi partiamo.”

Sembrava che non ci vedessimo da un mese.
I nostri cani, pazzi di gioia nel ritrovarsi al parco.

I cenci della zia Marisa

Pubblicato il 8 febbraio 2018 da antonella landi

“Professoressa.”
“Dimmi cara.”
“La mia zia Marisa ieri ha fatto i cenci.”
“Uh boni!”
“Ne ha fatti così tanti che ho pensato di portarne un sacchetto a scuola.”
“Quello che si chiama un pensiero geniale.”
“Sono cenci particolari: cenci valdarnesi.”
“Non saranno mai buoni come quelli che fa il mio babbo.”
“Professoressa, i cenci della zia Marisa sono i migliori di tutta Italia. Nessuno li fa come lei.”
“Il mio babbo. Che è valdarnese coma la zia Marisa.”
“Professoressa non insista. La zia Marisa è insuperabile. Pensi, ci mette anche lo Strega!”
“Anche il mio babbo ci mette il liquorino!”
“Ma la zia Marisa non li fa secchi come qui a Firenze, li fa cicciotti, morbidissimi, eccezionali.”
“Qui a Firenze non ci capiscono nulla a fare i cenci. Infatti il mio babbo li fa più cicciotti e morbidissimi della zia Marisa.”
“Professoressa guardi che poi ci resta male.”
“Insomma, che ce li fai assaggiare o no codesti cenci, invece di chiacchierare?”

Mai mangiati dei cenci come quelli della zia Marisa.
M’è toccato dirlo al babbo.

Malintenzionato

Pubblicato il 8 febbraio 2018 da antonella landi

“Professoressa.”
“Dimmi caro.”
“Ho deciso che quando saremo in gita a Berlino sfiderò i tedeschi in una gara a chi beve più birra.”

Sfacciato

Pubblicato il 8 febbraio 2018 da antonella landi

“Cece, smetti di distrarti! Concentrati e finisci la verifica! Cocchino ha già consegnato!”
“Professoressa, guardi che a consegnare non ci vuole niente, posso farlo benissimo anch’io.”
“Ah, hai finito?!”
“No, ma se vuole consegno.”

Maldestro

Pubblicato il 7 febbraio 2018 da antonella landi

“Prima degli scrutini vorrei risentirti in Letteratura, dove hai un voto incerto. Che ne dici di oggi stesso?”
“Per me va bene: non ho niente da fare.”
Una volta data la maldestra risposta, si chiude il polpastrello del dito medio nella morsa degli anelli del suo quadernone.

Un pezzetto di Parigi

Pubblicato il 6 febbraio 2018 da antonella landi

“Ma pranziamo o stuzzichiamo?”
“Tu che dici?”
“Mmmh, non so, facciamo una via di mezzo tra una colazione tarda e un pranzo precoce!”
“Ci sto! Ma dove?”
“Hanno aperto un vegetariano nuovo a Porta al Prato.”
“O sennò potremmo andare in quel ristorantino alle Cure dove si mangia come a casa.”
“La Pensione Bencistà a pranzo è chiusa vero?”
“Sì, purtroppo.”
“L’osteria di pesce sul Ponte alla Vittoria?”
“Mi hanno detto che è cara e pretenziosa.”
“Ce l’ho! Da Sabatino a Porta San Frediano!”
“Ma sai che non ci sono mai stata?”
“Io sì, ma molto tempo fa. Però i colleghi a scuola mi dicono che ci si mangia sempre bene.”
“Allora andiamoci!”
“Però non è nemmeno mezzogiorno…”
“Ma io ho il calino!”
“Perché, io?”
“Intanto affacciamoci e prenotiamo.”

Poi invece abbiamo svoltato l’angolo per far pisciare Bobi ai giardinetti e abbiamo trovato un pezzetto di Parigi.
I compleanni festeggiati in posticipo sono i migliori: quando pensi che tutto sia finito, ti ritrovi a pranzo fuori mentre svolti un regalo, anzi due.

L’ultima droga

Pubblicato il 5 febbraio 2018 da antonella landi

Finora ce l’avevo fatta. Ne conoscevo la pericolosità e ne stavo alla larga. Eppure “provala” dicevano tutti. Ma io ero forte e avevo resistito. “Provala solo per un mese: non ti costerà niente. Poi decidi se continuare oppure fermarti” ma io “no grazie”. Me ne parlavano i ragazzi a scuola, me la offrivano gli amici in giro. Perfino CoAutrice spingeva: “Puoi sempre tirarti indietro”. Ma io tetragona: “Non voglio”. Perché con le droghe è così che bisogna fare, rifiutare, dire di no, e che siano no convinti. Io ero convintissima. Poi mi ha telefonato mio fratello.
“Ho un account in più per Netflix, segnati la password.”
Ho cliccato su The end of this f***ing world.
Ed è stata la fine.

Portaci al mare

Pubblicato il 5 febbraio 2018 da antonella landi

“Cosa ti piacerebbe fare per il tuo compleanno?”
“Tornare nella stessa città di mare dove siamo stati per Natale, ripassare per il quartiere dove abitavamo e che in pochi giorni sentivamo nostro, mangiare ancora una volta in quell’osteria di pesce buono e di gente buffa, correre sulla spiaggia insieme a Bobi felice, andare a vedere la foce gonfia dell’Arno, e già che ci siamo fare una capatina a Pisamerda.”
I compleanni sono bellissimi perché ogni desiderio si realizza.

img_1524

Compleanno in 5H

Pubblicato il 1 febbraio 2018 da antonella landi

Una rosa tra i capelli.
Una torta di mele cavallo di battaglia della Cami.
Un candelotto che non si spegne mai piantato in mezzo.
Un coro d’auguri e un video immediatamente sparato in etere.
Un documento visivo sulla rivoluzione russa.
Una novella bellissima di Pirandello.

Di anni ne sono passati tanti.
Ma i compleanni a scuola mi divertono ancora come il primo.