Pattinando verso la menopausa

Pubblicato il 28 gennaio 2016 da antonella landi

Da quando (due anni fa) fui operata nelle parti più segrete, la mia ginecologa è rimasta la dottoressa della clinica di Empoli dove scelsi di ricoverarmi. Mi piacque e mi piace perché è di poche ciance, delicata ma molto diretta, apparentemente di pessimo umore ma in realtà simpaticissima. Insomma una finta scoglionata. E poi, alla fine di ogni frase, dice sempre D’ACCORDO? alzando la voce come faceva Wanna Marchi nelle televendite degli anni Ottanta, e mi strappa una risata.
“Le sue ovaie sono ancora sveglie: segno che la menopausa ancora non è arrivata. Bisogna però cominciare a prepararsi. D’ACCORDO?”
“Intende psicologicamente?”
“Macché psicologicamente! Dico ma fisicamente: deve fare molto sesso e molto moto. D’ACCORDO?”
“Sono più d’accordo sul primo che sul secondo. Vede dottoressa, io di lavoro insegno e scrivo: le mie giornate sono piuttosto sedendarie.”
“Non va per nulla bene. Che ne so, s’iscriva in palestra. D’ACCORDO?”
“D’accordo un corno. Lo scorso novembre, quando finalmente è scaduto l’abbonamento annuale che avevo fatto alla Virgin, mancapoco organizzo una festa dalla contentezza.”
“Sia seria. Il rischio osteoporosi in menopausa è elevatissimo per noi donne: è indispensabile assumere calcio, vitamina D, e tenere il corpo in allenamento. D’ACCORDO?”

Uscita dalla clinica, tanto per sentirmi d’accordo con la dottoressa, vado in centro a Empoli e mi sparo una slappa di pizza con i funghi, tre frittelle di riso e un marocchino. Già che ci sono, ci allego una passeggiatina. Quand’ecco, la vedo.
Una pista di pattinaggio sul ghiaccio, di quelle che d’inverno allestiscono nelle piazze pubbliche.
Calzare un paio di pattini con la lama sotto è sempre stato uno dei sogni mai realizzati della mia vita. Come un flash si fanno largo nella mia memoria “Pattini d’argento”, il libro sbertucciato che leggevo da bambina e che conservo ancora, e i pomeriggi passati al tv color a guardare i campionati di pattinaggio artistico sospirando su quelle piroette a coppia.
“Io non ho mai pattinato in vita mia e tra pochi giorni faccio 50 anni. Secondo lei se provo oggi m’ammazzo?”
“Massie signora! Basta che la si tenga al bordo. E poi guardi, in pista c’è anche il mi’ figliolo: la si faccia insegnare un po’ da lui.”
Il suo figliolo è un cimbellone bello massiccio che volteggia sulle lame con la leggerezza di Carolina Kostner.
“Inclina il busto un po’ in avanti, non stare rigida, tieni le gambe morbide e i piedi leggermente piegati verso l’interno. Vieni, dammi la mano.”

Un’ora dopo sono madida, ma ho scoperto un mondo. Ho scoperto che si può fare attività fisica senza annoiarsi ma anzi, divertendosi da morire. Ho scoperto che se rinasco mi chiamerò Carolina anch’io. E ho scoperto che il ghiaccio è parecchio ma parecchio duro, soprattutto se preso di culo. Volteggiando sulla pista (con lo stile di un pinguino in ritardo a un appuntamento) mi viene in mente lei. La mia studentessa di seconda, campionessa di pattinaggio sul ghiaccio.

“Ieri sono stata a pattinare e ho pensato a te. Ho deciso che io ti aiuterò di più con l’Italiano scritto. E tu mi darai lezioni all’Obihall.”
Le li sono illuminati gli occhi. Sarà la svolta per entrambe.

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