Il pony

Pubblicato il 31 gennaio 2016 da antonella landi

Il libro a cui per nove mesi ho lavorato con la mia collega e amica è finito: si va in stampa martedì.
“Adesso vi chiediamo l’ultimissima fatica -ci dicono dalla casa editrice- La correzione delle bozze. Come ci organizziamo, passate a prenderle voi in sede o mandiamo un pony a una di voi due?”

Improvvisamente il pony diventa un caso.
“Io prima di chiudere questo lavoro voglio provare l’ebbrezza del pony: mandatelo a me.”
“No, se lo mandate a lei, allora lo mandate anche a me: anch’io voglio provare l’emozione di ricevere un pony.”
“Va bene, lo mandiamo a tutt’e due. Preferite a casa o a scuola?”
“A scuola, così ce la meniamo un po’ e ci sentiamo importanti per un giorno.”
“Perfetto, allora lo mandiamo domattina nelle vostre rispettive scuole.”

Non so lei, ma io sono stata una mattinata intera a dire ai miei studenti che, di lì a poco, un pony avrebbe attraversato a galoppo il parco del liceo per venire a consegnarmi un pacco.
Uno di loro ci ha creduto e ha detto che i pony fanno schifo: sarebbe stato meglio un bel cavallo.

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