Il ragambino

Pubblicato il 24 gennaio 2017 da antonella landi

“Suo figlio è ulteriormente migliorato rispetto all’anno scorso.”
“Dice davvero professoressa?”
“Dico davvero. L’anno scorso era molto più timido e riservato, il che non è un problema se questo non interferisce con il rendimento. Il fatto è che a volte lui, come potrei dire, brillava poco alle interrogazioni. Quest’anno invece, non so perché, forse ha imparato a conoscermi, forse si fida di più, forse è semplicemente cresciuto, fatto sta che si mette molto in gioco, lavora costantemente e fa delle grandi prove orali. Pensi che un giorno ha interpretato a memoria il contrasto di Cecco Angiolieri Becchin’amor! Che vuo’, falso tradito con l’ausilio della mano destra, a cui ha fatto recitare la parte di Becchina.”
“Questo non mi stupisce, sa. Pensi che a casa sta sempre rintanato in mansarda in mezzo al suo mondo immaginario popolato dagli oggetti e dagli animali di casa. Scrive, dipinge, realizza fumetti, crea, scolpisce, colora, installa, smonta e rimonta. E come sempre, parla da solo.”
“Ah, parla da solo?”
“Sempre. A volte torno dal lavoro e lo sento discutere di sopra. Mi dico: ci sarà qualche suo amico. E invece a cena scende solo lui.”
“Sa cosa mi ha scritto nei suoi personali Momenti di trascurabile infelicità, realizzati sulla falsariga di quelli di Francesco Piccolo?”
“Che cosa?”
Non sopporto quando finisce una giornata e devo andare a letto. Perché sprecare tempo della propria vita immobile in un letto quando ci sono un sacco di cose da fare? Io vorrei avere i giorni di 48 ore.”
“Sì, lo dice sempre anche a me. E’ ossessionato da questa idea dello scorrere del tempo, dice che ha mille sogni da realizzare, mille progetti a cui dedicarsi. Allo stesso tempo, però, non vuole crescere. O almeno, non vuole diventare adulto come gli adulti di oggi. Ma anche per questo ha una soluzione. Giusto l’altro giorno mi ha comunicato che intende restare un ragambino.”
“Ragambino… lo trovo geniale.”
“Lo trovo geniale anch’io.”

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