Non entrate in quella fiera

Pubblicato il 18 febbraio 2017 da antonella landi

Se passate di qua prima di domani e leggete, date retta: non entrate alla Fiera del Libro alla Fortezza da Basso di Firenze. State fuori. Andate a spasso.
E’ la prima edizione. Speriamo sia anche l’ultima. Perché mi chiedo: come si può organizzare tanto male un evento potenzialmente tanto interessante? Come si può scegliere un luogo (i sotterranei della Fortezza) già squallido e buio di per sé e curarlo così poco? Angoli di moquette divelti e rappiccicottati, padiglioni tristi, spogli e cialtroni, dislocazione degli espositori mal pianificata, affissione di cartelli rabberciati. Questo per l’estetica. Poi l’acustica: le cosiddette “sale” adibite agli incontri con gli autori non sono in realtà sale, ma aree appiccicate l’una all’altra, così che mentre il Picchi ragiona di ricette, a una manciata di metri c’è Lansdale che cerca di presentare il suo ultimo romanzo, in un insopportabile intreccio di parole che si mescola al brusio dei visitatori e agli schiamazzi dei loro figli innocenti che corrono perimetralmente stringendo in mano palloncini. Intorno, ditte di auto in mostra sparano musica dozzinale e punti di ristoro improvvisati distribuiscono slappe di schiacciata con la mortadella. Così neanche l’olfatto è salvo dalla nausea, perché ormai non esiste evento culturale che si limiti a prendersi cura della mente. Il corpo (lo stomaco nella fattispecie) deve venire sempre insieme, anzi prima.
Per sorbirsi l’insospettata purga, si paga anche un biglietto di 10 euro. Un furto.
Sono belle giornate di sole e tepore, è un antipasto di vera primavera. Uscite fuori dalla città, scegliete un posto in campagna, anche vicino. Ma che sia lontano da quella cosa orrenda. Io domani lo farò, anche se ormai l’ho preso in tasca.

Comments are closed.