Cosa facciamo domani?

Pubblicato il 24 febbraio 2017 da antonella landi

“Profe, cosa portiamo domattina, Promessi sposi o Inferno?”
“Quello che preferite. Consultatevi e fatemi sapere, per me va bene tutto.”
“Ma dice sul serio?! Davvero possiamo decidere noi?!”
“Certo, stasera mi sento più democratica di sempre.”

“Possiamo finire l’attività della lettura a voce alta!”
“E raccogliere tutti i voti che abbiamo dato e fare le medie!”
“Io devo essere interrogata perché la prossima settimana parto con la mia famiglia per l’Olanda e prima di partire vorrei farmi interrogare.”
“Ma a te ti può interrogare anche sabato alla prima ora!”
“Se per la profe va bene, va bene anche per me.”
“Profe, che dice?”
“Profe, perché non leggiamo le interviste che abbiamo realizzato?”
“Ma il quadernone va portato?”
“E il libro?”
“Ragazzi non ci capisco niente! Professoressa, insomma cosa dobbiamo portare?”
“Io non ho capito: ma allora si fa Manzoni o Dante?”
“Professoressa ho un’ideona: non facciamo niente!”
“Io ne ho un’altra profe: facciamo il pisolino collettivo come all’asilo!”
“Professoressa, in questa confusione a me sorgono tantissimi dubbi, la prego di fare chiarezza.”
“Quali dubbi, la cosa è chiara: dobbiamo decidere noi. Io dico di fare l’Inferno.”
“Io preferisco i Promessi sposi.”
“A me piacerebbe leggere le interviste.”
“Io vi ricordo che devo essere interrogata.”
“Io voglio fare i calcoli e mettere i voti dell’autovalutazione.”
“Io ribadisco che non fare niente potrebbe essere l’ipotesi migliore.”
“Per me niente sarebbe meglio del pisolino collettivo.”

Due le domande.
1. Sarà il caso di abbandonare il gruppo classe su whatsapp?
2. Sarà il caso di abolire la democrazia e ritornare al vecchio e sano regime autoritario?

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