Versicoli quasi ecologici

Pubblicato il 21 giugno 2017 da antonella landi

Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: “Come
potrebbe tornare a esser bella,
scomparso l’uomo, la terra.”

La poesia di Giorgio Caproni, proposta stamani alla maturità per l’analisi del testo, era talmente bella che, anziché stare a fare sorveglianza in una classe quinta del mio liceo, mi sarei seduta a un banco e mi sarei fatta dare un foglio protocollo.

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