Non puoi andare avanti così

Pubblicato il 31 agosto 2017 da antonella landi

“Devi fare qualcosa. Non puoi andare avanti così.”
La prima volta lo disse il 25 luglio, quando riportai Vanda al Moro dopo 20 giorni di convivenza fianco a fianco insieme a lei.
“E cosa dovrei fare?”
“Intanto smetti di piangere e soffiati il naso. Poi mettiti all’opera per prendere un cane tutto per te.”
“Io voglio Vanda. Voglio la mia beagolina.”
“Vanda non è la tua beagolina, è la beagolina del Moro, da quindici anni suonati. Non è pensabile che lui consideri anche lontanamente l’ipotesi di cederla a te, devi smettere di sperarci.”
“Ma io sto male!”
“Appunto. Adesso levati dalle palle e vai un po’ a Madrid. Poi quando torni ci attiviamo.”
Forse pensava che Madrid mi avrebbe distratta.
Appena rimesso piede a Pisa le due prime parole che ebbi a pronunciare iniziavano entrambe con la v: voglio Vanda.
Effettivamente Vanda -come si è letto da queste martellanti e monotematiche cronache estive- tornò, ma non per molto. Tra spizzichi e bocconi riuscii a strappare al Moro qualche giorno di proroga, ma ovviamente nulla di più.
“Ora vai un po’ al mare, su da brava, poi quando torni ci pensiamo.”
Al mare sono stata insieme a quattro amiche.
“Non puoi andare avanti così, devi fare qualcosa” dicevano anche loro quando la crisi mi riacciuffava e mi mettevo a piangere nel cuore della notte.
E così, il 24 agosto, proprio mentre ero al mare, qualcosa ho fatto.

Si chiama Ubaldo.
Ha 70 giorni.
E’ livornese.
Porta addosso l’inconfondibile profumo del cucciolo.
E’ di indole dolcissima.
Ed è bello com’erano belli Nello, Vasco e Vanda alla sua età.

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