Ma chi te l’ha fatto fare

Pubblicato il 28 settembre 2017 da antonella landi

Al bancone dei custodi. Firmo alcune carte. Mi si avvicina il custode Francesco.
“Tutto bene? Ti vedo un po’ stanca.”
“Vedrai: sono sveglia dalle 5,30.”
“Accidenti, mi dispiace. Come mai non dormi?”
“Veramente dormirei. Ma devo portare fuori Ubaldo.”
“?!”
“Il beagle di tre mesi che ho adottato.”
“??!!”
“Il mio bracco inglese!”
“Un cane?! E pure cucciolo?! Sei pazza. Ma chi te l’ha fatto fare?”

- Il divertimento di averlo sempre tra i piedi.
- La soddisfazione di preparargli la pappa.
- Il beneficio fisico delle lunghe passeggiate a cui mi costringe.
- La gioia di svegliarmi nel cuore della notte e ritrovarmelo cucito addosso come una pelliccia di lontra.
- La felicità che vedo negli occhi del Frenky ogni volta che glielo porto.
- Tutte le foto che posso scattargli.
- La possibilità di tornare bambina e fare tutti i versi e le voci a scema che voglio.
- Sentire il babbo che sussurra: ma come l’è bello.
- Leggere i messaggi del Rondine che, anziché che fai come stai dove sei, chiedono: che fate come state dove siete.
- Entrare in classe e sentire venti ragazzi che mi chiedono: e Bobi?
- Uscire a tutte le ore del giorno e della notte con lui e scoprire la città come Marcovaldo.
- Parlare da sola perché non parlo da sola.
- Insegnargli il “seduto”.
- Premiarlo per i progressi quotidiani.
- Subire i suoi attacchi fisici e ridere di pancia.
- Sognarlo mentre dormo, svegliarmi e vedere che non è solo un sogno.
- Andare insieme nel Profondo Veneto e ritrovarmi nel lettone di famiglia insieme a lui, al Frenky e al babbo, mentre il babbo ci racconta le fiabe che inventò per me quando ero bambina.
- Viaggiare in macchina e avere un copilota accanto.
- Uscire da scuola e correre a casa perché c’è lui che mi aspetta.
- Essere felice di aver dato retta al passo di quel libro letto d’estate che diceva: fai una pazzia, prendi un cane.

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