Compra il Kong

Pubblicato il 28 ottobre 2017 da antonella landi

Poiché ci troviamo a Firenze Sud, passiamo a salutare le veterinarie che ci hanno costrette ad abbandonarle per il dottor Matteo, che ha lo studio proprio sotto casa nostra.
“Ooooh com’è cresciuto Ubaldo! E, racconta, fa il bravo quando vai a scuola?”
“E’ bravissimo. Dove lo lascio, lì lo ritrovo. Non fa danni, non rompe niente, non abbaia, non si lamenta.”
“Accidenti. Incredibile. Però sicuramente un po’ di stress lo proverà.”
“A me pare di no. Quando rientro è felice, ma mai agitato, anzi, estremamente equilibrato, saltella perché sa che da quel momento sarò tutta per lui, ma non manifesta atteggiamenti di stress.”
“Ad ogni modo, ti consigliamo un oggetto che lo aiuterà ancora di più a trascorrere sereno le ore in cui tu sei al lavoro.”
“Davvero? Di cosa si tratta?”
“Del Kong.”
“E che roba è?”
“Un gioco di gomma semi-rigida, di forma conica, tipo alveare, con un buco in mezzo dentro il quale tu dovrai inserire del cibo.”
“Del cibo?!”
“Sì, un po’ di formaggio, dei croccantini, dello yogurt, una sostanza pastosa a base di carne, quello che vuoi tu.”
“Ma scusate. Io a Bobi da mangiare do solo le sue cose, il formaggio per esempio mai perché il dottor Matteo sull’alimentazione è rigidissimo. Non allungo mai bocconcini di quello che mangio io, insomma sono super ligia.”
“Ma questo oggetto ha una valenza psicologica: aiuterà il tuo cane a impegnarsi nel tentativo di far uscire il cibo nascosto dentro, distraendolo dal pensiero ossessivo di te.”
“Ma Bobi non ha il pensiero ossessivo di me. Mi pensa come lo penso io quando sono a scuola. Cioè sempre. Ma mica per questo diventiamo scemi.”
“Tu però a scuola hai tutti i tuoi studenti e i tuoi colleghi che ti distraggono, lui è solo in casa e si annoia mortalmente.”
“La sua cuccia pullula di ospiti, ha un sacco di amici con cui dirsela in mia assenza.”
“Ascolta, dacci retta. Compragli il Kong. Farai di lui un cane felice.”

Gli ho comprato il Kong, l’ho pagato 20 euro abbinato a una pasta rivoltante a base di fegato e gliel’ho dato.
Se non m’ha mandata affanculo è perché non sa parlare.

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