Rambobi

Pubblicato il 25 febbraio 2018 da antonella landi

Sono giorni che si parla di Burian (dal russo буран, in fiorentino “buriana”: es. “come va a scuola?” “l’è buriana”, a indicare una situazione di forte agitazione), il vento di aria gelida, a volte molto forte, caratteristico delle steppe della pianura sarmatica a ovest degli Urali. Burian di qua, Burian di là, attenti a Burian, sta per arrivare Burian, al meteo hanno fatto dupalle grosse come du’ valanghe.
“Be’, non usciamo oggi?”, sembrava interrogarsi Bobi questa mattina al suo risveglio.
“Zitto Bobi, l’è buriana”, gli rispondevo dalle calde coltri di Sotvedel, il piumino ikea dal guscio floreale.
Ma Burian, a Bobi, gli fa quella che comunemente si chiama una sega. Ovvìa, giù, allora usciamo. Prima però gli piazzo il cappottino mimetico con interno in pile alla Rambo.
“No, dai.”
“Massì, sentirai come stai caldo.”
“Mi sento un idiota, mamma.”
“Anche gli altri cani in questi giorni vestono il cappottino, su da bravo.”
“Sì, giusto Pirelli, perché è una mezzacartuccia e pesa tre etti.”
“Non è vero: anche certi canoni grossi il doppio di te escono ben coperti.”
“Ma uffa però.”
Alla fine l’ho spuntata.
Adesso tutti lo chiamano Rambobi.

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