Permessi eccezionali

Pubblicato il 28 febbraio 2018 da antonella landi

Avete letto la notizia di quell’uomo che, fatta irruzione in presidenza, ha percosso il dirigente con l’accusa di aver offeso sua moglie, insegnante presso quella scuola di Aosta?
La vicenda in breve.
Una professoressa chiede al preside il permesso di portare il proprio bambino di un anno al collegio dei docenti, poiché non sa a chi lasciarlo. Il preside glielo nega. La professoressa insiste, sostenendo di essere veramente in difficoltà per problemi organizzativi. Il preside per due volte le risponde: “Non è un problema mio”. Giunge il giorno del collegio e la professoressa si reca al collegio col bambino. Il preside la allontana, annunciando per lei provvedimenti disciplinari.
La mattina successiva si presenta in presidenza un uomo di umore a dir poco nero. E’ il marito della professoressa. Afferra per il collo il preside e lo sbatacchia, lo colpisce, lo infama e lo accusa di aver umiliato la moglie. Una docente assiste allo scontro e chiama un tecnico della scuola per allontanare l’uomo, medico della Asl locale. L’uomo se ne va con le parole “Prega Dio che io non ti incontri per strada perché altrimenti ti stendo”. Quando il preside chiama i carabinieri, l’uomo si è già dileguato. Il dirigente scolastico ha querelato l’aggressore.

Cosa possiamo scrivere a commento di questa notizia?
Niente, a parte ringraziare il cielo per avere una preside che ammette Bobi a tutte le riunioni.

(Nella foto: Bobi, in braccio alla sottoscritta, segue una discussione impegnativa sulla didattica)

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