Rivisto e corretto

Pubblicato il 30 settembre 2010 da admin

Se ci sono dei libri che detesto, quelli sono i cosiddetti stupidari.
Cioè quelle raccolte e raccoltine di errori, papere e strafalcioni tirate ora da questa, ora da quella categoria.
La scuola in questo senso offre un contributo spontaneo e generoso a chi desideri pubblicare un volume senza in realtà scrivere alcunché di proprio pugno e intascando soldi facili.
Se avessi aspirato a questo, in diciott’anni di insegnamento avrei pubblicato un’enciclopedia, peraltro in fieri, ossia in perpetuo aggioramento, con l’ultima voce registrata fresca fresca al ritorno da ogni lezione.
Tipo quella di ieri.

“Nel 1827 Manzoni si stabilì a Firenze perché voleva…”
“Io! Io! Io!”
“Prego.”
“Inzuppare il pane nell’acqua!”

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