I regali più graditi

Pubblicato il 14 dicembre 2010 da admin

Hanno bussato, hanno socchiuso la porta, hanno infilato le teste dentro e hanno smagliato un sorriso a tutti denti com’a dire: esatto, rossa, siamo qui proprio per te, esci un attimo che ti vogliamo qua nel corridoio per darti questo pacchetto.

Ma io ero presa dalla verifica somministrata nella mia classe, avevo molta fame e un po’ di sonno, ero nervosina e concentrata sul controllo dei copioni potenziali: per questo, invece di ricambiare il sorrisone e dire ehi-belli-entrate-pure, mi sono intirizzita come una vecchia zitella e (la bocca stretta a culo di gallina) ho strillato ma-come-vi-permettete-di-bussare-e-fare-irruzione-in-questo-modo.

Non sono alunni miei, li ho conosciuti e frequentati solo nei primi dieci giorni di scuola, quelle della cosiddetta accoglienza, quando nelle classi prime vengono fatti entrare solo i professori di Italiano e di Matematica, anche quelli di altre sezioni, tanto non si fa mica lezione.

Io invece la lezione l’avevo fatta. E gli avevo fatto scrivere un tema. E gli avevo dato qualche consiglio di scrittura. E avevo parlato con loro di musica e di passioni, di vita e di sogni. E siccome me l’avevano esplicitamente chiesta, gli avevo anche raccontato la piccola storia di una professoressa che amava tanto scrivere, che era divenuta blogger per caso, che un giorno aveva ricevuto una mail da una grande casa editrice con la quale le si proponeva di pubblicare un libro, e di come da quel libro ne fossero venuti di conseguenza altri due, e di come i sogni di quella professoressa si fossero avverati senza il bisogno di chiedere, arruffianarsi o vendersi.

Non sono questi, i regali più graditi della vita? Sì, lo sono.

Proprio come quello che mi hanno consegnato stamani gli studenti di quella classe non mia. Che non avevano niente da chiedere, niente per cui arruffianarsi o vendersi. Ma che con quel pacchetto volevano semplicemente dire che, come loro erano piaciuti a me, anch’io ero piaciuta a loro.

Un pensiero magnifico, in questi tempi di magra economica e sentimentale.

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