Nello zaino

Pubblicato il 28 gennaio 2012 da admin

Quando, ieri alle 15:55, la terra ha tremato, io avevo il culo sul pouf poggiapiedi e il portatile sulle ginocchia. Il pouf ha preso a fare avanti e indietro, nella testa uno svarione, nello stomaco un senso di nausea. Riconosciuti istantaneamente i sintomi di malessere da terremoto (ancora nitido nella mia memoria nonostante le decadi trascorse quello che provai quando le scosse telluriche devastarono il Friuli), ho girato gli occhi al lampadario. Agevolato dal quinto piano in cui è appeso, oscillava inequivocabilmente.

“Hai letto che per le prossime ore sono previste altre scosse?”
“Sì, ho letto.”
“Tu cosa metti nello zaino?”
“Che zaino?”
“Lo zaino che sto preparando nel caso in cui si debba abbandonare all’improvviso l’appartamento affinché il palazzo non ci caschi addosso.”
“Ma di che parli?”
“Guarda, sto preparando uno zaino, anzi due, va be’, questo è il pet-zainetto per Rini: al primo sentore ce lo butto dentro, me lo metto in spalla e inforco le scale. Però vorrei salvare anche qualche altra cosa che mi sta a cuore.”
“Tipo?”
“Per ora ho messo il Mac per tutto quello che contiene, foto, musica, documenti, e l’iphone. Ora mi piazzo davanti allo scaffale e scelgo quali libri strappare alla distruzione. Sono indecisa tra quattro o cinque. Il mio professore di Filosofia al liceo ci tenne una lezione sui libri da salvare in caso di catastrofe.”
“Ah sì? E quali consigliava?”
“La Bibbia e il Corano in pole position.”
“Codesto professore l’era grullo.”
“Potrei salvare l’ultima edizione del Devoto Oli.”
“Ma che sei scema, pesa più del gatto!”
“Però ci servirebbe.”
“Quello che ci servirebbe è il cibo!”
“Sì, infatti ho già messo via dieci scatolette e un sacchetto di croccantini.”
“Non intendevo cibo per gatti, parlavo per noi due: a me prendimi qualche pacco di spaghetti.”
“Fammi capire, la casa crollerà, perderemo tutto, non avremo neanche lacrime per piangere e tu pensi agli spaghetti?!”
“Hai ragione: a me allora prendi questa e basta.”

Una bottiglia di Ballantine’s, per annegarci tutte le sventure.

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