La pancera

Pubblicato il 24 novembre 2013 da antonella landi

“Come andiamo?”
“Eh, dottore, come andiamo. Dimolto dimolto piano. Mi par d’essere una tartaruga anziché una donna.”
“Vediamo. Si spogli.”
“…”
“Be’, e la pancera?!”
“O dottore, la pancera non ce l’ho. L’ho lasciata a casa.”
“Le avevo detto di mettere ogni giorno la pancera!”
“Senta dottore, io capisco, apprezzo e seguo ogni suo consiglio, ma c’è un limite a tutto. Io quella pancera color carne anziana del Dottor Gibaud (che mi è sempre stato sulle palle anche quando ero bambina) non me la metto. Mi mette una tristezza.”
“Ma scherza? Se la deve mettere e la deve portare, magari non quando sta in casa. Ma per uscire è tassativa! Se le viene uno starnuto…”
“Nonò dottore, da quando sono uscita dalla clinica non ho mai starnutito, glielo giuro.”
“Ma se le viene da tossire…”
“Nonò, niente colpi di tosse, tutto tranquillo, tutto sotto controllo, porto il fularino anche per stare in casa, zero spifferi, sempre al calduccio, stia tranquillo.”
“Non sto tranquillo. Lei deve mettersi quella pancera in tutti i modi. Ne va del risultato finale della cicatrice!”
“Dottore, ma guardi qui: ho le calze a contenimento graduale di Calzedonia. Guardi qua come le son belline, microfibra, coprenti il giusto, e guardi, sollevano anche un po’ il sedere!”

Questo dottore non ha il minimo senso dell’umorismo.

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