L’ultima fissazione

Pubblicato il 28 novembre 2013 da antonella landi

E’ che quel film non dovevo vederlo. M’ha fatto male. M’ha segnata. Ché io di lei sapevo du’ cosine e una canzone: che la chiamavano così perché era secca come un uccellino e La vie en rose.
E invece la settimana scorsa non mi vado a impantanare dentro quella storia di disgrazie?

Nata da una cantante di strada e da un contorsionista del circo, viene dal secondo affidata alla nonna, proprietaria di un bordello. Lì la piccina cresce in mezzo a queste ragazze, come si potrebbe dire, espansive. Nel frattempo, tanto per tenere elevato il livello della sfiga, raccatta un’infezione agli occhi, perde la vista e la riacquista solo in seguito a un pellegrinaggio sulla tomba di Santa Teresa di Lisieux.
Quando il suo babbo torna dal fronte, riprende la bambina con sé e, scopertone il talento vocale, si fa mantenere da lei sguinzagliandola a cinguettare per le strade di Parigi.
Appena diciassettenne, resta incinta e mette al mondo una bambina. Pareva tutto bello, ma ecco la bambina muore due anni dopo per una meningite fulminante.
Un impresario scopre nel frattempo questa giovanissima donna e la educa al canto, affibbiandole il soprannome che la renderà famosa, “piaf”, l’usignolo.
Raggiunto un successo strepitoso negli Stati Uniti, la chanteuse s’innamora perdutamente di un pugile famoso, che la ricambia abbestia, ma che è sposato. Anche qui, parrebbero (quasi) tutte rose e fiori, ma ecco che l’aereo su cui lui volava per correre da lei precipita e si sfracella al suolo.
Distrutta dalle malattie, dalle operazioni, dagli incidenti e dalla depressione, questa donna esile e bellissima dalla voce d’usignolo, dalle sopracciglia disegnate a matita e dagli incisivi superiori leggermente in fuori come Renzi muore a soli 48 anni, avvolta in una delle sue indimenticabili petite robe noir.

Ecco, da quando ho scoperto tutto questo, in questa casa (spodestato l’allegrissimo Guccini con un colpo d’anca) non s’ascolta altro.

Non, rien de rien!
Non, je ne regrette rien!
C’est payé, balayé, oublié.
Je me fous du passé!

No, niente di niente!
No, non rimpiango niente!
È stato tutto saldato, spazzato via, dimenticato.
Me ne fotto del passato!

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