Tornare alla vita

Pubblicato il 30 novembre 2013 da antonella landi

Tornare alla vita è farsi portare il venerdì sera a teatro a vedere un inedito, insospettabile, comico e bravissimo Pierfrancesco Favino, anche se stare a lungo seduta nella stessa posizione è ancora più un supplizio che un godimento. E’ mangiare in un posto intenzionalmente kitch dove mettono solo musica rock. E’ fare tardi dentro la notte ghiaccia marmata e tornare alla macchina attaccata al braccio di lui da una parte e quello di lei da quell’altra, le due persone senza le quali non riusciresti a stare.
Tornare alla vita è dormire fino alle dieci del sabato mattina perché finalmente la ferita frizza meno, lavarti con meno lentezza del solito, riprovare a farti bella dopo due mesi che ti senti un cesso, vestirti punk e uscire sotto il sole freddo dell’inverno che piace tanto a te.
Tornare alla vita è fare colazione, aperitivo e pranzo, tutto fuori.
Riuscire a piegarsi per provare un paio di scarpe nel tuo negozio preferito.
Guardare la gente, guardare Firenze e guardare lui, che ti fa sempre ridere tanto anche dopo dieci anni.
Tornare alla vita, soprattutto, è tradire per un giorno il menù avvilente del post-operatorio e metterti in coda da Pollini per il lampredotto più buono del mondo.

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