Perdere colpi

Pubblicato il 15 dicembre 2013 da antonella landi

Al Teatro della Pergola ci si può anche cenare.
Nell’atrio laterale c’è un bellissimo bancone apparecchiato a buffet da cui vengono servite ottime pietanze che ciascuno poi si porta al proprio tavolo in autonomia, mentre un cameriere compunto e alto due metri provvede a versare di persona calici di vino.
Ci siamo andati (io, lui e quattro miei amabili colleghi) a vedere Toni Servillo che metteva in scena Eduardo.

“Buonasera signora.”
“Buonasera!”
“Cosa posso avere il piacere di servirle?”
“Vorrei uno spicchio di lasagna, una crespella e un po’ di quel bel pasticcio di cavolfiore.”
“Ecco a lei signora, nient’altro?”
“Per adesso no, grazie. Ma dopo torno!”
“Mi perdoni signora…”
“Sì?”
“Sono certo di conoscerla.”
“Ci sta: sono già venuta altre volte a cena qui a teatro.”
“No, non qui.”
“E dove?”
“Lei insegna, vero?”
“Sì, insegno.”
“Lei è stata la mia professoressa di Italiano e Storia, tanti anni anni fa.”

Tanti, ma non così tanti da giustificare il mio oblio.
In 21 anni di servizio non mi era mai capitato di non ricordare uno studente.
Mai.
O sono i postumi dell’anestesia.
O è l’inizio della fine.

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