Insomma quello

Pubblicato il 15 settembre 2014 da antonella landi

Presente l’alunno che ho preso in terza e che ho portato fino in quinta?
Quello che pesava centodiciassette chili e che poi fece una dieta drastica e ne pesava solo novantatré.
Quello che abita non in una casa come tutti noi mortali, ma in un castello adagiato in punta a un poggio. Quello che ha dieci cani pitbull ma tutti buoni e giocherelloni, quello che una domenica l’anno scorso ha invitato tutta la sua classe a casa sua e ci ha dato da mangiare, ci ha fatto giocare a pallavolo e ci ha fatto montare i suoi cavalli.
Quello che a scuola non dava mai pace a nessuno, che non mi faceva far lezione, quello che ogni tanto lo dovevi buttare fuori, quello che alla prima ora gli scappava già la cacca e se gli dicevi no, alla prima ora non si esce, si metteva a cureggiare puzzolente un po’ per esigenza oggettiva un po’ per vendetta meditata.
Quello che dava noia a tutte le ragazze e mandava in esaurimento il suo compagno di banco.
Quello che nel banco non ci entrava.
Quello che era fisso al bar della scuola e che quando la sua mamma ci disse di vietargli assolutamente di andarci diventò uggioso e mugolava.
Quello che un giorno si cadde da solo sopra un piede e se lo maciullò, dovette farselo ingessare e stare a casa un par di mesi e noi a dire certo, eh, però, come si sente che non c’è.
Quello che per il compleanno chiese per regalo un viaggio a Cuba e i suoi gli dissero: certo caro, vai pure, to’ il biglietto, e lui da là ci bombardava tutti su whatsapp, lui col sigaro cubano in bocca, lui con le cubane minorenni accanto, lui su un macchinone antico tutto sorridente e coi capelli al vento.
Quello che all’intervallo metteva il capoccione dentro le altre classi e diceva a cantilena fanciullesca: bene, voi la Landi ‘un ce l’avete e io sì.
Insomma, lui.

Viene nella stessa palestra dove vado io.
E poi dicono che Dio c’è.

Comments are closed.